La Roma ha perso contro il Real Madrid soprattutto nel luogo in cui sembrava meno vulnerabile: la gestione delle palle inattive. Dopo una gara controllata per larghi tratti, i giallorossi hanno concesso al Real la possibilità di tornare in partita attraverso situazioni da calcio d’angolo, fino a subire tre reti nel giro di pochi minuti.
Gasperini ha evidenziato come nel primo tempo la squadra avesse difeso senza particolari problemi situazioni simili. Il cambiamento è arrivato nel finale, quando la Roma ha iniziato a essere più passiva, perdendo aggressività nelle marcature e lucidità nella lettura delle seconde palle. Contro una squadra fisicamente forte e tecnicamente precisa come il Real, ogni esitazione è diventata immediatamente pericolosa.
Il problema non sembra quindi soltanto tecnico. C’è anche una componente mentale: sul 3-1 la Roma ha iniziato a percepire la vicinanza della vittoria e ha smesso di giocare con la stessa naturalezza mostrata in precedenza. Gasperini ha parlato di una squadra quasi paralizzata, una definizione che fotografa la trasformazione degli ultimi minuti.
La correzione dovrà essere rapida. In Champions le palle ferme spesso decidono partite equilibrate e la Roma non può permettersi di concedere così tanto nei momenti più delicati. La prestazione generale resta incoraggiante, ma la gestione difensiva dei finali diventa da subito una priorità del lavoro a Trigoria.